Il ritratto-soglia · 1503 ca. – 1519 · oggetto e mito
olio su tavola di pioppo · 77 × 53 cm · Parigi, Musée du Louvre · INV. 779
Committente: Francesco del Giocondo, mercante fiorentino · iniziato 1503 ca., mai consegnato, portato in Francia nel 1516 e lì completato
La Gioconda non è un ritratto. È un esperimento durato sedici anni sulla soglia fra umanità e natura, fra figura e paesaggio, fra arte e scienza ottica. È anche, per ragioni indipendenti dal dipinto stesso, l'opera d'arte più riprodotta nella storia, statuto che le piomba addosso solo nel 1911 e che nessun'altra opera condivide. Questa mappa raccoglie tre piani: l'opera materiale (committenza, vicende conservative, repliche autografe), le sue cifre stilistiche (sfumato ottico, sorriso, paesaggio cosmico), le grandi letture critiche del Sei-Novecento, e infine l'evento che ne ha trasformato la fortuna.
Una postilla di Agostino Vespucci sul margine di un Cicerone alla Biblioteca di Heidelberg, datata ottobre 1503, conferma che Leonardo «sta lavorando al ritratto di Lisa del Giocondo». Il documento chiude un dibattito secolare sull'identità della ritrattata.
Storia dell'opera
Mancata consegna e viaggio in Francia
Mai consegnata al committente. Leonardo la porta con sé a Milano, a Roma, infine a Clos Lucé (1516–1519), continuando a ritoccarla. Alla sua morte entra nelle collezioni reali francesi: arriva al Louvre nel 1797.
Storia conservativa · anomalia
Il «non-restauro» della Gioconda
Per scelta deliberata della direzione del Louvre, l'opera non è mai stata sottoposta a un restauro invasivo. Le vernici ossidate restano in opera. Le ricerche tecniche procedono solo per analisi non distruttive (riflettografia, raggi X, multispettrale).
Cifre stilistiche · sfumato, sorriso, paesaggio
Tecnica pittorica · ricerca scientifica
Lo sfumato come effetto ottico
Oltre trenta velature di olio sovrapposte, ciascuna spessa uno o due micrometri (Walter / de Viguerie, CRRMF). La luce penetra gli strati semitrasparenti e ne risale modulata: stessa logica della pelle umana che Leonardo conosceva da anatomista.
Espressione · «moto transitorio»
Il sorriso e la visione periferica
Sorriso che cambia con il punto di osservazione: scompare se si fissa la bocca, riappare se si guardano gli occhi o l'opera da lontano. Effetto previsto da Leonardo, confermato dalle neuroscienze percettive: visione foveale e periferica decifrano in modo diverso le ombre sfumate.
Paesaggio · prospettiva aerea
Il paesaggio cosmico
Strati geologici, ponte ad arco (forse il Buriano sull'Arno), corsi d'acqua, monti che si dissolvono. Asimmetria deliberata fra lato sinistro e destro: lo sguardo non trova riposo. Il fondo è una traduzione pittorica del Codice Leicester.
Letture critiche · attribuzioni filologiche
Filologia tecnica · scoperta 2012
Il «sosia» del Prado
Replica della bottega di Leonardo, eseguita parallelamente all'originale (probabilmente Salaì o Melzi). Restauro 2011-2012, scoperta del paesaggio sotto la ridipintura nera settecentesca. Conferma del Codice Urbinate sulla pratica del lavoro a fianco del maestro.
Fortuna critica · estetismo
Walter Pater (1869)
«She is older than the rocks among which she sits.» Saggio sul Fortnightly Review, poi raccolto in Studies in the History of the Renaissance (1873). La Gioconda diventa l'emblema del simbolismo decadente, eternità femminile, vampiro. Yeats la metterà in versi nel 1936.
Fortuna critica · psicobiografia
Freud (1910) e l'avvoltoio
«Eine Kindheitserinnerung des Leonardo da Vinci.» Lettura del sorriso come reminiscenza materna, fondata sul ricordo del nibbio nel Codice Atlantico — tradotto in tedesco erroneamente come «avvoltoio». Errore segnalato da Maclagan nel 1923. Resta documento della modernità di Leonardo come oggetto interpretativo.
Iconizzazione globale · l'evento che cambia tutto
Evento storico · 1911–1913
Il furto Peruggia (21 agosto 1911) e la nascita del mito globale
Vincenzo Peruggia, decoratore varesino impiegato dal Louvre, sottrae la tavola la mattina del 21 agosto 1911. Apollinaire e Picasso erroneamente sospettati. La Gioconda riappare a Firenze il 12 dicembre 1913. Esposta agli Uffizi, in trionfo italiano, prima del rientro al Louvre il 4 gennaio 1914. Le riproduzioni esplodono in Europa. È l'evento che, in due anni, trasforma un dipinto storicamente importante nell'icona globale che è oggi.
Lettura iconologica
Il ritratto-soglia · umanità e cosmo
A differenza dei ritratti precedenti — la Dama con l'ermellino, la Belle Ferronnière, Ginevra de' Benci — qui la figura non è collocata in un interno né davanti a un fondale scuro: è posta fra due colonne (la cui base è ancora visibile ai margini laterali) che si aprono su un paesaggio sterminato. La donna non è definita da un ambiente sociale ma è messa in dialogo diretto con la natura cosmica: il sorriso, lo sguardo, la presenza cosciente di un essere che sa di esistere — di fronte alle acque primordiali, alle rocce stratificate, alle distanze senza fine. Lo sfumato fonde la figura nel paesaggio e il paesaggio nella figura: è la traduzione pittorica della tesi leonardesca per cui la realtà non si conosce per linee ma per gradazioni, e ogni essere vivente è continuum del medesimo cosmo.
dato documentato
lettura critica
bordo continuo = dato documentato
bordo tratteggiato = lettura critica · attribuzione discussa